Sonorità ungheresi per il concerto della Sinfonica Siciliana
Zsolt Hamar sul podio. Adrian Oetiker al piano
Palermo, 22 novembre 2007 – Il direttore ungherese Zsolt Hamar è l’ospite dell’Orchestra Sinfonica Siciliana per il prossimo concerto d’abbonamento in calendario al Politeama Garibaldi per venerdì 23, alle ore 21.15. Vasto e variegato il programma della serata. In apertura, Lontano, uno dei lavori più importanti e più famosi di György Ligeti che pone il suggello ad uno dei periodi più fortunati della sua carriera di compositore. Composto nel 1967 su commissione del Festival di Donaueschingen, il pezzo fu eseguito, per la prima volta, il 22 ottobre dello stesso anno dall’orchestra del Südwestfunk sotto la direzione di Ernst Bour.
Il secondo brano in programma è il Concerto n.3 per pianoforte e orchestra di Béla Bartók, uno dei suoi ultimi lavori insieme a quello per viola e orchestra Sz 120, lasciati incompiuti per la sua morte, avvenuta a New York nel 1945. Nel Concerto n. 3 il compositore ungherese non fece in tempo ad orchestrare le ultime 17 misure che furono ricostruite dal suo allievo Tibor Serly. Scritto per essere perfettamente adattato alla tecnica pianistica della moglie di Bartók, Ditta Pásztory, (alla quale lo aveva destinato come regalo di compleanno) la donna non ne fu, tuttavia, la prima interprete, in quanto il concerto - eseguito postumo per la prima volta l’8 febbraio 1946 a Filadelfia - fu affidato, per la parte pianistica, a György Sándor e per la direzione d’orchestra a Eugène Omandy. Al Politeama Garibaldi sarà il pianista svizzero Adrian Oetiker ad interpretare questo Terzo Concerto.
La serata della Sinfonica prosegue con l’esecuzione de Les préludes (d’après Lamartine), poema sinfonico S 97 di Franz Liszt. L’opera, in realtà, non trovò subito la sua forma definitivaavendo subito numerose modifiche e rimaneggiamenti. La versione finale, con il titolo di Préludes, suggerito, con riferimento al poema di Alphonse de Lamartine, dalla principessa Sayn-Wittgenstein, a cui la composizione era dedicata, fu eseguita per la prima volta a Weimar sotto la direzione dell’autore il 23 febbraio 1854.
A chiudere il concerto saranno le note delle Danze di Galánta di Zoltán Kodály. Ricordi di infanzia e tradizione folcloristica ungherese sono i principi ispiratori di questa famosa composizione di Kodály, il cui titolo deriva dal nome di una piccola cittadina ubicata lungo l’itinerario che collega Budapest a Vienna dove viveva una banda di zingari.La musicadi questi zingari era molto popolare in Ungheria e vantava una lunga tradizione, come è dimostrato dalla pubblicazione a Vienna nel 1800 di diversi quaderni di danze ungheresi, tra i quali uno contenente proprio le musiche degli zingari di Galánta.
Il concerto replica sabato 24 alle ore 17.30 e domenica 25 alle ore 11.00. Ingressi al botteghino con riduzioni per studenti, cral e carte sconto.
Il Capo Ufficio Stampa
Gisella Cangemi |